Come progettare un giardino

La preparazione del terreno è determinante per come progettare un giardino. Eliminare le erbe infestanti con una diserbazione generale, togliere pietre, radici. Verificare il PH, se è il caso migliorare il terreno con sabbia o torba, fresare, concimare, livellare la superficie e lasciare riposare il terreno per alcune settimane.

Per avere un manto erboso che risponda a pieno alle nostre esigenze, la scelta del seme è fondamentale, e sempre meglio rivolgersi ad un esperto che valuterà le variabili e sarà in grado di abbinare la giusta miscela di sementi e successivamente anche un designer per arredare gli esterni della casa. La semina incrociata a spaglio si usa su terreni mediamente piccoli, su superfici più ampie è consigliabile utilizzare seminatrici semiautomatiche.

Una superficie erbosa ben definita e curata e un elemento irrinunciabile per ogni giardino, sia esso piccolo o grande. Il manto erboso e un elemento non soltanto decorativo ma di grande utilità, infatti produce ossigeno, limita il dilavamento dell’azoto, grazie all’evaporazione dell’acqua umidifica l‘aria. Se posizionato su pendii o scarpate le radici trattengono il terreno.

Video: esempi su come progettare un giardino da soli

Accostamenti

Come progettare un giardino con i giusti accostamenti
Come progettare un giardino con i giusti accostamenti

Per avere un bel giardino armonioso bisogna saper accostare tra loro le piante, questo richiede gusto, le piante perenni e annuali hanno un ruolo molto importante nel architettura del verde, nel creare le macchie fiorite si possono associare tra loro con buon successo specie tuberose e rizomose.

Giardinofelice.it: Accostamenti di colore, una scelta difficile

Su come progettare un giardino bisogna usare come criterio generale la collocazione di due elementi: altezza e accostabilità di colori. Le piantine più alte si inseriscono al centro o ai bordi, quelle più basse formano le bordure. I pendii possono venire valorizzati dal fogliame e dal colore dei fiori, si ha inoltre il vantaggio di trattenere il terreno e limitare le infestanti. E sempre meglio che un pendio non abbia un aspetto troppo regolare, nella progettazione bisogna valorizzare le asperità e la conformazione senza entrare in conflitto con il resto del giardino.

Come progettare un giardino fai da te

ll giardino viene sempre più diffusamente concepito come una cornice della casa, eletto a spazio godibile, legato ad una situazione di carattere prettamente oggettiva. Un progetto viene elaborato tenendo conto di valori biometrici strutturali e di simmetria ambientale, budget di cui si dispone, il tipo d’utilizzo che s’intende farne, elemento estremamente importante su come progettare un giardino fai da te è la definizione dei colori base e il loro accostamento cromatico delle diverse specie arboree.

Come progettare un giardino con variabili cromatiche
Come progettare un giardino con variabili cromatiche

Gli elementi che vanno ad influenzare gli accostamenti, sono molteplici, ne elencherò alcuni:

  • Stile architettonico dell’abitazione epoca, colori prevalenti, esposizione.
  • Conformazione dell’area e spazi definibili a verde
  • Contesto ambientale
  • Buon gusto del proprietario ecc.

Valutate queste variabili si possono tracciare alcune regole di massima per iniziare ad elaborare il nostro progetto. Le aiuole situabili al margine del prato, superficie che deve rimanere incontaminata, che si può interrompere nella sua continuità solo qualora l’area superi i quattrocento metri quadri, per evitare i cosiddetti miraggi paradesertici.

Sempre più si realizzano aiuole attorno alla casa, lungo i viali d’accesso, bordure a sintesi di gruppi di cespugli o muretti a secco, in qualità d’amplificatori pluricromatici. Bisogna reinterpretare lo spazio che banalmente viene definito aiuola, realizzandola senza inserirne interruzioni o frazionamenti antiestetici, devono essere poco profonde, allungate snelle, con piante in ordine d’altezza decrescente dal margine esterno verso quello interno.

La scelta che c’è data tra le specie perenni, vivaci, annuali, biennali, con colori epoche di fioritura, ed esigenze d’esposizione così varie, ci lasciano una libertà di scelta estremamente ampia. Gli schemi di base dell’architettura paesaggistica ricercano l’armonia delle linee dando un largo spazio alle pluricromie dei colori stilizzati, derivanti dall’edificio in cui andranno ad inserirsi, per ottenere un progetto che risponda alle nostre aspettative e bene affidarsi, a persone esperte che sappiano progettare il giardino che corrisponda a pieno alle nostre aspettative.

Le variabili dell’area verde

Creare un’aiuola con piante perenni o vivaci, cioè definitive. A cui dedicare periodici sfoltimenti; assegneremo a queste specie un punto fisso, riferimento strutturale del nostro giardino, lasciando spazio ad annuali o bulbose, oppure utilizzando le annuali periodiche, che verranno usate nella giusta rotazione di fioritura.

Sono molto interessanti le consociazioni di categorie diametralmente opposte, unite da un monocromismo arcaico, ( ibridi base ) dagli effetti cromatici veramente interessanti ( aiuole tematiche a colore unico ).

  • Una variante alle aiuole monocromatiche, viene data dall’associazione di colori primari, che vadano a definire una decrescente scala cromatica composta da specie che sappiano regalare colore ed armonia tutto l’anno.
  • Per le bordure si può utilizzare una specie arborea unica, generalmente con un colore vivace, che vada a mettere in forte contrasto il verde predominante, costante fissa del giardino.
  • I colori non visti dall’incauto progettista, quali i grigi dei muri di cinta, ocra spento d’alcuni cordoli di bordura o i marroni degli arredi dei giardini, possono favorire un errato accostamento dei colori di base, dettato dall’immobilità di suddetti colori.
  • Le siepi elemento strutturale definitivo estremamente indicate per delimitare i confini perimetrali, svolgono un importante funzione decorativa, delimitando il nostro punto d’orizzonte visivo, e quando giustamente utilizzate vanno a condizionare la profondità del giardino.
  • I cordoli di divisione elemento strutturale estremamente elegante svolgono una funzione pratica di dividere il prato dalle aiuole, permettendoci in alcuni casi di creare un effetto anfitreato, giocando sulla variazione dell’inclinazione del terreno.
  • Ricordiamo che qualora si voglia realizzare una pavimentazione è necessario uniformarla alla cordolatura preesistente, evitando le associazioni poco coerenti.
  • E possibile armonizzare gli interstizi della pavimentazione utilizzando piccoli tappezzanti, che renderanno più stabile il nostro selciato donandogli colore.
  • Per associare una pianta ad alto fusto al nostro giardino bisogna valutare lo spazio di cui disponiamo, le zone d’ombra residue date dall’edificio, l’utilizzo che ne dovremmo fare, e le variabili di crescita della pianta che andremmo a scegliere.

Il prato elemento dominante d’ogni giardino, andrà a ricoprire circa il settanta per cento della nostra area, di grandissimo effetto decorativo, unico elemento calpestabile del nostro giardino,svolge un effetto protettivo del suolo impedendone il dilavamento,può venir realizzato con metodiche differenti, richiede una manutenzione costante e mirata.
In quest’articolo abbiamo trattato in sintesi alcuni aspetti riguardanti la realizzazione del giardino, per qualunque dubbio è possibile rivolgersi alla Verde Giardino.

Piante erbacce annuali e biennali

Le specie annuali e biennali non mostrano differenze importanti, in quando svolgono la funzione di decorare il giardino, in quasi tutto l’anno.

  • Il fatto di dover ricomprare ogni anno le piantine , costituisce senza altro una qualità negativa delle specie annuali e biennali, le quali presentano vari pregi che ne giustificano il loro così largo impiego.
  • Sul mercato se ne trovano praticamente un numero illimitato di specie e varietà, prestandosi alla risoluzione di qualunque problema di risoluzione di accostamento di colori, altezza e spazio.
  • Il loro ciclo vitale di così breve durata,ci regala effetti decorativi immediati, permettendoci di portare colore e strutturazione del nostro verde in poche settimane, mentre si attendono i risultati delle specie perenni.
  • Le specie biennali regalano nella maggioranza una fioritura ricca e limitata ad esempio nella primavera o nel pieno dell’estate, in autunno, alternandosi in periodi di stasi.
  • Le annuali fioriscono quasi senza interruzione dalla primavera all’autunno, si prestano a frequenti sostituzioni con piantine ottenute con semine scalari, in modo da garantire la giusta vivacità e colore al nostro giardino.
  • Queste piantine in alcuni casi sono una soluzione provvisoria alla fase transitoria verso un giardino stabile, ritengo comunque che sapendole inserire nel giusto ambito queste piante possono diventare un complemento importante, andando a creare zone tematiche.
  • Richiedono cure più frequenti e assidue rispetto ad altre specie, le annaffiature devono essere costanti ed abbondanti, dato che il loro apparato radicale ha uno sviluppo minore e superficiale e non potendo così attingere alle risorse idriche del terreno, le giuste concimazioni migliorano la colorazione, la crescita e la resistenza alle fitopatologie.
  • Nel coltivare le specie annuali non si hanno limitazioni per quanto riguarda il clima, in considerazione del fatto che il ciclo vitale si svolge in un breve arco di tempo primaverile, estiva.
  • Per le biennali vale lo stesso discorso siano esse acquistate o seminate in giardino, nelle regioni dove il clima e più mite e sufficiente proteggere con delle foglie o con dei teli, avendo cura di irrigarle quando l’inverno si presenta particolarmente asciutto.
  • Dove l’inverno si presenta rigido per assicurarne la sopravvivenza occorre trapiantarle in cassoni vetrati o tunnel, e anticipando la semina alla primavera si ottengono così piantine più sviluppate e robuste, in grado di superare i mesi freddi.

Il ciclo organico

In quasi tutte le condizioni dell’ emisfero settentrionale le piante fioriranno senza l’aggiunta di particolari additivi poiché la natura ha provveduto alla loro vita con una serie di cicli adeguati. Il ciclo dell’acqua, per esempio, e semplicemente il processo attraverso il quale l’acqua evapora dai mari, laghi e fiumi, viene trascinata dai venti e deposta come pioggia o neve, per filtrare attraverso la terra, di nuovo verso il mare. Allo stesso modo, il ciclo nitrogeno ( animali e piante morti, decomponendosi nel terreno liberano nitrati che servono alla vegetazione la quale, a sua volta nutre gli animali ) fornisce un adeguato nutrimento al terreno.

Createvi il vostro contenitore per macerare i resti vegetali della casa e del giardino che, con l’aiuto di concime animale, vi forniranno un ottimo compost ( concime nitrato di origine organica ) in modo da integrare i concimi minerali che abitualmente si usano.

Come e dove usare gli arrampicanti

Come progettare un giardino con gli arrampicanti
Come progettare un giardino con gli arrampicanti

Con la loro varietà di colori e profumi sono rose che abbelliscono, per quasi tutto l’anno, pareti e arcate ma anche gazebi e pergole. Poche visioni sono così spettacolari come quelle offerte da un muro, una pergola o una recizione internamente ricoperta dalla fioritura di una rosa rampicante. In realtà, dal punto di vista botanico, non esistono rose rampicanti, cioè in grado di arrampicarsi da sole, poiché non hanno nessun “organo” adatto ad attaccarsi. Alcune specie di rose sono però dotate di lunghi rami che, guidati e fissati ad appositi sostegni, sono in grado di estendersi in altezza oppure in lunghezza.

Sono tre le tipologie principali

Dal punto di vista pratico si è soliti suddividere le rose rampicanti in tre grandi gruppi che, nel mondo anglosassone, prendono rispettivamente il nome di climbers, ramblers e pillars, termini che possono essere rispettivamente tradotti in italiano con le parole:

  • Arrampicatrici
  • Sarmentose
  • Moderne

Come piantarle

Occorre preparare una buca di 40-50 cm di lunghezza, tale da contenere le radici ben allargate, incorporando una buona quantità di sostanza organica sotto forma di torba, letame maturo o composto. Se la rosa è coltivata in vaso, il contenitore deve avere una larghezza di almeno 40-50 cm, in modo da contenere l’apparato radicale della pianta che si sviluppa più in larghezza che in profondità.

Dove farla crescere

Vicino a un albero. Occorre che la rosa sia distanziata di circa un metro dalla base dell’arbusto, per evitare che gli apparati radicali entrino in competizione per acqua e nutrimento. La distanza permette anche lo scavo di un’ampia buca che garantisca un buon impianto.

Fissandola al muro. Per coprire o abbellire una parete, il modo più semplice è tenere orizzontalmente dei robusti fili metallici, di 8-10 mm di diametro, lungo la parete, distanziadoli verticalmente di 40-50 cm l’uno dall’altro e fissandoli lateralmente a degli anelli o pali, metallici oppure di legno, posti a 40-50 cm dal muro.

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